La storia di L’Aquila non è fatta soltanto di monumenti e tradizioni, ma anche di donne straordinarie che hanno lasciato un segno profondo nella cultura, nella società e nello sport italiano. Tra queste spiccano figure che, in epoche diverse, hanno contribuito a costruire l’identità della città con il loro impegno e il loro talento.

 

Paolina Giorgi

 

Paolina Giorgi fu una delle figure femminili più significative dell’Aquila tra Ottocento e Novecento. A soli sedici anni, nel 1899, si trasferì a Roma cominciando l'attività di sciantosa (dal francese “chanteuse”, ovvero "cantante”) nei café-chantant della capitale e costruendosi, in breve tempo, una discreta fama; tra i suoi ammiratori vi fu anche il conterraneo Gabriele D'Annunzio. Nel 1902 fu di scena al Salone Margherita di Napoli, quindi esordì a teatro a Roma e Milano accrescendo la sua fama anche oltre i confini nazionali e mettendo da parte una cospicua ricchezza; grazie ai suoi guadagni, riuscì ad aprire nella città natale, con i fratelli e la sorella, la società Chiodi & Capranica che gestì a lungo la mobilità cittadina, tra cui la linea filoviaria. 

 

Amalia Sperandio

 

Amalia Sperandio nasce a Corfù nel 1854 da padre originario di San Marco di Preturo, il quale sta scontando una pena di domiciliazione coatta per motivi politici che avrà il suo epilogo solo dopo l'Unità d'Italia quando la famiglia Sperandio si trasferisce a Napoli. Qui Amalia riceve una formazione letteraria e musicale, ma l'improvvisa morte del padre costringe Amalia e la sua anziana madre a ritornare nel paese di origine del padre e porta le due donne ad improvvisa indigenza; ma la cultura di Amalia la aiuta a stringere contatti con le nobili famiglie aquilane per le quali si dedica ad attività di educatrice e dama di compagnia. Inoltre le sue abilità di fotografa le permettono la collaborazione con la Soprintendenza ai Monumenti per l'Abruzzo. A cavallo degli anni venti e trenta scheda oltre 1200 opere nei paesi e nelle chiese dell'aquilano.

 

Laudomia Bonanni

 

Tra le personalità aquilane più note a livello nazionale c’è senza dubbio Laudomia Bonanni, scrittrice e giornalista nata a L’Aquila nel 1907. Autrice raffinata e profonda, raccontò con grande sensibilità il mondo femminile, le contraddizioni sociali e la realtà del suo tempo. Le sue opere, apprezzate anche da importanti critici e intellettuali italiani, sono oggi considerate tra le più significative della narrativa del Novecento. La sua scrittura intensa e lucida ha dato voce a donne spesso invisibili, rendendola una figura centrale nella letteratura italiana contemporanea e che la portano a vincere nel 1960 il Premio Viareggio con il romanzo “L’Imputata”. Tra i suoi romanzi ricordiamo “Storie tragiche della montagna. Novelle d'Abruzzo” (1927); “Men: avventura al Nuovo Fiore” (1939); “Il fosso” (1949) e “L’Adultera” (1964, con il quale vinse il Premio Selezione Campiello).

 

Ondina Valla

 

Ondina Valla, nome d’arte di Trebisonda Valla, è stata una delle più grandi atlete italiane di sempre. Pur non essendo aquilana di nascita, il suo legame con l’Aquila e con l’Abruzzo l’ha resa una figura ricordata anche nel contesto locale.

Nel 1936 conquistò la medaglia d’oro nei 80 metri ostacoli alle Olimpiadi di Berlino, diventando la prima donna italiana a vincere un oro olimpico. La sua impresa rappresenta un momento storico per lo sport femminile italiano, aprendo la strada alle generazioni successive.

 

Anna Ventura

 

Poetessa e scrittrice, Anna Ventura è stata una delle voci più significative della cultura aquilana del secondo Novecento. Nata a Roma ma aquilana d’adozione, ha dedicato gran parte della sua vita all’insegnamento e alla scrittura.

Le sue poesie e i suoi racconti affrontano temi come la memoria, l’identità e il rapporto con il territorio, offrendo uno sguardo delicato e profondo sulla realtà. Il suo contributo culturale ha rafforzato il ruolo dell’Aquila come centro vivo di produzione letteraria.

 

 

 

UN'EREDITÀ CHE CONTINUA

 

Le storie di queste donne dimostrano come L’Aquila sia stata, e continui a essere, una città capace di esprimere figure femminili di grande valore. Educatrici, benefattrici, scrittrici, atlete: ognuna di loro ha contribuito a costruire un patrimonio di impegno e talento che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per la comunità.

 

Ricordarle significa non solo celebrare il passato, ma anche ispirare il presente e il futuro delle nuove generazioni.